Il Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio
Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio

Il Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio, da poco istituito, è uno spaccato del tipico paesaggio rurale salentino. Il territorio compreso nel Parco ha ancora i segni della trasformazione delle strutture insediative dovute alle invasioni che hanno modificato profondamente l'organizzazione della vita nelle campagne rendendo pressanti le necessità di autodifesa culminate poi nella costruzione di Torri costiere di avvistamento e di Masserie fortificate.

 Lungo la costa interessata dal Parco Regionale Bosco e Paludi di Rauccio si ritrovano Torre Rinalda (XVI sec. diruta) e Torre Chianca ed all'interno masserie Turrite (masseria Il Barone Vecchio XVI sec. metà) e masseria Rauccio (XVII sec). Di questa si conservano, anche, la Torre colombaia e un rudere della Cappella. Del recinto e dei rustici non rimane alcuna traccia anche perché in seguito alla Riforma Fondiaria sono state aperte alcune strade interpoderali modificando notevolmente il territorio circostante.
   La Riforma fondiaria interessò la Masseria di Rauccio che aveva circa 850 ettari di terreno che comprendevano però il 58.8%di palude e pascolo cespuglioso. La Masseria quotizzata per il 19%, fu assegnata a 324 coloni esistenti al momento dell'esproprio. Il bosco di Rauccio, facente parte di questa proprietà, ultimo lembo di quella che nel Medio Evo era la FORESTA DI LECCE (ampia area boschiva che dalla città giungeva al mare e si espandeva a nord verso Brindisi e a sud verso Otranto) è scampato alla bonifica grazie ai terreni rocciosi su cui sorge, poco adatti a fini agricoli.
   Il Parco di Rauccio si estende complessivamente per 625 Ha comprendendo un bosco a lecceta di circa 18 Ha, una zona umida di circa 90 Ha, due bacini costieri (Idume e Fetida) di circa 4 Ha complessivi, realizzati insieme con i tre canali (Rauccio, Gelsi e Fetida) per la bonifica dei terreni e la confluenza delle acque di risorgiva. La restante parte del territorio è occupata da lembi di macchia mediterranea, di gariga e da ampie aree agricole con colture orticole ed arboree e aree incolte prevalentemente utilizzate per il pascolo del bestiame. Il tratto di costa interessato è di circa 4 Km. Si tratta quindi di un campionario di ambienti particolarmente diversificato che si arricchisce ancora di più con la presenza di micro e macrohabitat di rilevante interesse naturalistico.
   L’attuale aspetto della vegetazione spontanea è il risultato delle profonde e secolari interazioni tra le trasformazioni indotte dall’uomo, per l’utilizzo a fini agricoli ed edificatori del terreno ed il continuo adattamento della vegetazione naturale al mutare delle condizioni ambientali. Accanto a fenomeni di diffusione di specie infestanti, che colonizzano ambienti oramai degradati ed impoveriti nella loro originaria componente floristica, sopravvivono preziose realtà botaniche e tesori naturalistici che rendono il sito di Rauccio rilevante dal punto di vista della conservazione e della rinaturalizzazione.
   Il censimento della flora, effettuato in più riprese dal Laboratorio di Botanica sistematica ed Ecologia vegetale del Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Lecce con la collaborazione del WWF di Lecce, ha consentito di ottenere un elenco di 584 specie suddivise in 338 generi e 81 famiglie.
   "Vivere" il Parco significa pertanto scoprire i suoi tesori più nascosti ed interessanti attraverso le numerose e differenti possibilità che sono offerte a tutti e che consentono quindi di poter realizzare una visita distensiva, ma anche culturalmente vivificante. Esistono degli interessanti sentieri per i quali saranno predisposte delle apposite guide, anche di tipo sensoriale (audiocassette e mappe tattili).
   All'interno del territorio del Parco si snodano 4 percorsi tematici principali: Botanico; Faunistico; Idrologico; Storico-culturale.

Il percorso botanico
   Il percorso botanico, che si articola in 8 punti di sosta, mostra i vari ecosistemi del Parco. Inizia, infatti, dalla Lecceta, e si inoltra nel bosco attraverso un sentiero che lo percorre ed in cui si osservano alcune specie: la periploca maggiore e la cannuccia di palude. Il percorso continua attraversando la steppa salata e gli stagni temporanei inondati della Specchia di Milogna. Poi nell'ultima parte il percorso mostra le distese di salicornia e le orchidee palustri fino ad arrivare agli stagni retrodunali e alle dune.

Il percorso faunistico
   Il percorso attraversa l'intero territorio del Parco e individua i luoghi migliori per le osservazioni faunistiche, per la presenza concomitante di ambienti diversi. Lungo il cammino vi sono anche dei capanni di osservazione e qui si potranno osservare uccelli migratori, rapaci, come il falco di palude, uccelli di ripa, etc.

Il percorso idrologico
   Il percorso si intreccia con i punti Wetlands e si svolge attraverso tre linee
­ Gli ajsi
­ La palude
­ Le sorgenti dell'Idume - area umida - bacino artificiale Idume

Il percorso storico - culturale
   Il percorso storico/culturale, da effettuare in bicicletta, prevede 4 punti di sosta, le masserie le pagghiare e la torre costiera. Il percorso termina con una visita alla vicina Abbazia di Santa Maria di Cerrate - Museo delle Tradizioni Popolari.