Trekking: Canaloni del Ciolo

Insenatura del Ciolo (0m)
Serra (110m)
Insenatura del Ciolo (0m)

Comune: Gagliano del Capo
Difficoltà:
Escursionistica
Dislivello: +110m; -110m
Tempo di percorrenza: 4 ore
Cartografia: Tavolette I.G.M. scala 1: 25000
F° 223 I SE Alessano.
Come arrivare: Da Lecce, lungo la s.s. 16 per Maglie, si procede fino a Santa Maria di Leuca. Di qui si prende a sinistra la litoranea S.S. 173. Dopo 6 km si raggiunge la località Ciolo.

   La località Ciolo prende il nome dalla grotta omonima, la grotta del Ciolo, ovvero del corvo in dialetto salentino.
   La grotta, cui si accede da un grande portale al livello del mare, presenta al suo interno una risorgenza di acqua dolce. Lunga oltre 100 metri e con due sifoni, uno iniziale e l'altro finale, la grotta va ricordata perché vi fu avvistato nel 1973 un esemplare di foca monaca, o bue marino come la chiamavano gli antichi pescatori che la consideravano come una specie di vitello marino. In un'altra grotta visibile lungo il percorso, la grotta delle Prazziche, sono stati rinvenuti dei reperti riferibili al periodo paleolitico e neolitico, nonché resti di fauna comprendente anche rinoceronti.
   In genere le grotte costiere ospitano una fauna particolare: nelle grotte marine, dove un tempo alloggiava la foca Putto Badisco, o l'Approdo di Enea. monaca, si segnalano sporadicamea delle tartarughe marine, mentre sr scogliere strapiombanti e nei ripari s to roccia si possono osservare piccit torraioli, taccole e a volte qualche semplare di falco della regina, mete sono frequenti gli avvistamenti trampolieri in migrazione.
   Tra gli elementi peculiari della flora si ricordano l'alisso di Leuca, pres solo in alcune isole iugoslave e nelr la di San Nicola, alle Tremiti, e la taurea leucadea, detta fiordaliso Leuca e scoperta solo nel 1925.

Descrizione: dal piazzale in prossimità del ponte lungo la s.s. 173 si scende, attraverso una serie di scalinate scavate nella roccia, al fondo dell'insenatura del Ciolo.
   Si inizia quindi a risalire il canalone dalle alte pareti a strapiombo, lungo un sentiero, dapprima gradinato, che procede sulla sinistra.
   Tralasciato un affluente minore sulla destra, si giunge così alla sommità della lama, sotto il ponte della strada che dal mare porta a Gagliano del Capo. Prima di arrivare al ponte si piega a destra e si risale lungo un tracciato che si dirige verso la strada. Prima di raggiungerla si piega nuovamente a La grotta del Ciolo presenta al suo interno una risorgenza di acqua dolce. destra, costeggiando il muro di cinta della prima casa rurale che si incontra.
   Di qui si ridiscende lungo l'affluente minore del canalone che si era tralasciato all'andata, fino a giungere al punto di confluenza. A questo punto si risale sulla sinistra lungo una scarpata che, superata una casedda, tipica costruzione a tronco di cono del Sa?. lento, conduce alla sommità della serra.
   Raggiunta l'altura ci si sposta sempre a sinistra, lungo un sentiero che fa il giro della serra; arrivati di fronte al mare ci si trova in prossimità della grotta delle Prazziche, un po' sotto il ciglio della scarpata.
   A questo punto si segue la cresta, parallelamente alla costa, e si torna verso il punto di partenza, affacciandosi nuovamente sul canalone e discendendone al fondo.
   Anche nel piccolo fiordo del Ciolo sono state attrezzate numerose vie di arrampicata sportiva, che vedono spesso cimentarsi su di esse gli appassionati del free-climbing.

Percorso consigliato da LA RIVISTA DEL TREKKING nel numero "Spieciale Salento : La terra tra i due mari".
Amighetti Editore. Testi di Pino Pace.