| La nuova stazione marittima di Otranto |
La nuova stazione marittima di Otranto è un edificio urbano, aperto verso il mare e verso la città storica. L'edificio è destinato a diventare un segnale importante: ingresso alla città per chi viene dal mare e punto di riferimento per il territorio urbano, ha un'architettura ben caratterizzata e riconoscibile, legata alla città e al suo paesaggio. Questo legame trapela innanzi tutto considerando l'immagine della città storica. Essa appare dal mare fortemente contraddistinta dalla presenza della cattedrale, del castello e dei contrafforti della rocca, imponente opera difensiva di Francesco di Giorgio Martini. Sono proprio questi contrafforti, inclinati come lame di pietra, drammatici dal punto di vista formale, a suggerire la soluzione formale: adesso le necessità difensive sono venute meno e l'intento è quello di riportare l'immagine della città sul mare e di avvicinarsi alla parte pi estrema del porto. L'edificio, quindi, presenta una punta la cui inclinazione però è capovolta e si protende verso il mare, come simbolo formale e concettuale di invito.
Ma questa è solo l'idea di fondo a cui si unisce il ricordo della casa Malaparte a Capri, appoggiata ad una scogliera e legata alla natura retrostante tramite una scalinata. La stazione marittima è, infatti, strettamente legata alla piazza attraverso una gradinata panoramica che offre scorci suggestivi sulla città e sul porto e che ne rappresenta la coda: non c'è un confine preciso tra l'edificio e la piazza. E la piazza, che sale sull'edificio con i gradini, è l'anello di congiunzione tra la città antica e il porto.Il legame alla città traspira anche dall'uso dei materiali: la pietra locale che proviene dalle cave di Cursi e di Soleto. La pietra è stata lavorata nel modo tradizionale e cioè tagliata a "piano di sega", un taglio grezzo che lascia in vista una faccia graffiata ed imprecisa per creare, con la luce naturale radente, degli effetti di chiaro scuro, rendendo vibrante la parete lineare. Inoltre, come si può notare, la facciata presenta una policromia data dall'utilizzazione di tre sfumature di colore diverse, mischiate casualmente, aumentando cos l'espressività dell'edificio. Questa "imprecisione" voluta e il modo tradizionale di trattare la pietra nascondono tuttavia un'attenzione costruttiva e un modo nuovo di montare la pietra stessa. I conci, che tradizionalmente vengono montati a secco su muri inclinati verso l'interno, così da sfruttare l'autoportanza data dal loro stesso peso, in questo caso sono stati montati su una superficie inclinata verso l'esterno e quindi incollati con collanti speciali, attentamente studiati. L'edificio si sviluppa per una lunghezza di novanta metri e una larghezza di circa sedici metri, su due piani adibiti a uffici e spazi per la ricezione del pubblico. E' completato da una grande pensilina realizzata con una struttura in acciaio prefabbricato e da una copertura composta da lamelle frangisole in alluminio. L'ingresso principale dà su un grande atrio, illuminato da una copertura vetrata inclinata, gli ingressi laterali sono arretrati rispetto al filo dell'edificio e inclinati rispetto alla perpendicolare, così da rimanere quasi nascosti. L'illuminazione dell'edificio sottolinea le pareti inclinate e, da lontano, la stazione risplendente svolgerà la funzione di faro per il porto, segno simbolico che si protrae verso il mare da una parte e verso la città dall'altra. Tutta l'area è illuminata in modo da evidenziare i percorsi per i pedoni e le caratteristiche naturali del luogo, come l'immensa parete di pietra grezza che fa da sfondo, a cui viene così data la dignità di una scultura, eseguita dalla mano della natura. La stazione marittima di Otranto non è semplicemente una bella architettura, nata dalla creatività e dall'astratto esercizio mentale del creatore, ma un edificio fortemente legato alla realtà, al luogo e al clima. L'intento dell'architetto Mario Cucinella di creare un edificio che è, funziona e vive è stato ampiamente assolto e Otranto può vantare un'opera degna delle sue più antiche presenze.
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Ma questa è solo l'idea di fondo a cui si unisce il ricordo della casa Malaparte a Capri, appoggiata ad una scogliera e legata alla natura retrostante tramite una scalinata. La stazione marittima è, infatti, strettamente legata alla piazza attraverso una gradinata panoramica che offre scorci suggestivi sulla città e sul porto e che ne rappresenta la coda: non c'è un confine preciso tra l'edificio e la piazza. E la piazza, che sale sull'edificio con i gradini, è l'anello di congiunzione tra la città antica e il porto.

